Le nostre proposte

LA GEOTERMIA PER LA PRODUZIONE TERMICA: UNA RINNOVABILE ANCORA POCO UTILIZZATA

Il settore termico consuma in Europa ed Italia circa il 50 % dell’energia prodotta. Solo 1l 20% di questa energia proviene da fonti rinnovabili. La geotermia ha contribuito nel 2017 con 10915 TJ alla climatizzazione degli ambienti grazie alle pompe di calore (GSHP, ground source heat pumps). Tuttavia il potenziale di questa risorsa è molto più alto rispetto all’utilizzo che se ne fa, soprattutto in Italia. I vantaggi dell’utilizzo delle geotermia come fonte termica sono indiscutibili (efficienza energetica, riduzione delle emissioni climalteranti,affidabilità e sicurezza della fonte e aspetti economici in termini di posti di lavoro). Per l’utilizzo di risorse profonde il settore geotermico necessita di investimenti iniziali importanti che sono sostenibili sono da grandi aziende. Le piccole istallazioni come le invece mancano di una normativa nazionale sull’iter autorizzativo. Per diffondere la geotermia come fonte termica il settore deve avvalersi sia di incentivi economici (fondi per gli investitori, sgravi per i consumatori) di normative che facilitano le installazioni delle GSHP ( decreto “posa sonde”) ed investimenti a chi fa ricerca e innovazione per rendere il settore più all’avanguardia.

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IL NUOVO DECRETO FER2 E INCENTIVI PER LA GEOTERMIA INNOVATIVA

La geotermia è stata esclusa dal FER1. Di fronte alla richiesta di reintroduzione degli incentivi da parte della Conferenza unificata e dei chiarimenti dall’Europa, il Governo ha rimandato la questione al FER2. La geotermia è una risorsa dalle forti peculiarità e senza incentivi non può sostenersi. Non di meno va accentuato il fatto che la filiera italiana nata e cresciuta nel nostro paese, è un’eccellenza nel mondo con alto valore tecnologico. Questi valori vanno mantenuti sostenendo la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo a diversi gradi di maturità tecnologica. Nel FER2 UGI propone quindi di incentivare impianti geotermici ad alto rendimento ambientale, di ammettere diversi tipi di impianti in relazione alla caratteristica della risorsa di utilizzo dell’impianto, di definire un contingente dedicato per i progetti geotermici tecnologicamente avanzati, allungare i termini per l’entrata in esercizio degli impianti geotermici, riferirsi alla potenza elettrica incentivabile immessa in rete, in considerazione della forte incidenza dell’autoconsumo ed infine innalzare la soglia di potenza per l’iscrizione a 5 MW.

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LA GEOTERMIA E LA QUESTIONE AMBIENTALE

La qualificazione ambientale delle tecnologie geotermiche è stata nel tempo migliorata grazie alla valutazione di impatto ambientale (VIA) e i controlli da parte di organi indipendenti e pubblici come ARPA tuttavia la percezione pubblica, le preoccupazioni dei cittadini fanno sì che l’iter autorizzativo dei nuovi impianti venga rallentato. La geotermia è una fonte rinnovabile, inesauribile e basilare per la transizione energetica e la sua coltivazione è sostenibile perché il sistema naturale non viene sovrasfruttato. La tecnologia attuale è sempre più aderente al rispetto ambientale coniuga il valore economico dellaproduzione alla mitigazione degli effetti indesiderati sull’ambiente e massimizza al contempo le ricadute positive sociali, la coproduzione di calore e l’economia circolare. Gli effetti dell’utilizzo sono presenti ma secondo dati di monitoraggio continuo effetuao da enti terzi non presentano criticità per l’ambiente. UGI propone la reintroduzione agli incentivi per le tecnologie geotermiche maure nel FER1, incentivazione per le tecnologie innovative nel FER2, un tavolo tecnico per la normativa ambientale che rafforzi le linee guida nazionali armonizzandole con le direttive europee ed infine la costituzione di un’autority geotermica che si occupi delle raccolta e diffusione di dati ambientali, normativi e fornisca le best practices per minimizzare il rischio.

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INCENTIVI PER LA GEOTERMIA NEL DECRETO FER 1

L’esclusione della geotermia dal FER1 non ci permette di perseguire l’obiettivo di coprire almeno il 28% dei consumi nazionali con fonti rinnovabili entro il 2030. Inoltre vengono pregiudicati gli investimenti previsti e in corso per i nuovi impianti senza considerare lo sviluppo di un settore che conta in Italia circa 3000 posti di lavoro, diretti e indiretti, a cui si aggiungono diverse migliaia di posti indotti. L’Italia è stato il primo paese al mondo a sviluppare impianti geotermici nel 1913 ed è tutt’ora tra i primi produttori al mondo. Nonostante investimenti pubblici minimi la geotermia in Italia è riuscita ad essere competitiva rispetto alle altre fonti rinnovabili. Oltre alla produzione elettrica la geotermia fornisce calore il cui uso a cascata è in grado di rispondere ad esigenze energetiche civili ed industriali. UGI contesta le dichiariazioni fatte il 27 novembre 2018 dell’allora Sottosegretario MISE on. Crippa e chiede la reintroduzione degli incentivi alla geotermia convenzionale nel FER1 e alla geotermia innovativa nel FER2.

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