UGINews

Nuovo Master in Ingegneria Geotermica

Pubblicato: 31/07/2017 || By RedazioneWeb  || 

La Cranfield University (UK) ha aperto le iscrizioni al nuovo Master in Ingegneria Geotermica, istituito per soddisfare la crescente domanda di specialisti in grado di far sì che questa abbondante fonte di energia rinnovabile divenga sempre di più un riferimento stabile e duraturo del panorama energetico globale.

Il Master, che comincerà ad ottobre p.v., fornirà agli studenti la capacità di sviluppare con successo progetti e applicazioni geotermiche, in un’ottica di riduzione della dipendenza dalle importazioni di energia fossile e di incremento dello sfruttamento delle fonti rinnovabili. La formazione coprirà sia i fondamenti tecnologici di base, sia la gestione dei sistemi per la produzione di energia geotermica.
 
La Professoressa Gioia Falcone, direttrice del corso e del Centre for Oil and Gas Engineering di Cranfield, ha dichiarato: "Nonostante la geotermia sia riconosciuta come una fonte di energia chiave per il futuro, fino ad oggi meno del 10% del suo potenziale globale è stato sfruttato. Attualmente, solo pochi Paesi la utilizzano in  maniera significativa o hanno programmi di esplorazione e sviluppo. Quasi 90 paesi hanno un interessante potenziale geotermico, ma solo 24 la utilizzano attualmente. Questo percorso darà agli studenti una formazione all'avanguardia in questo mercato, tanto vasto quanto interessante".

Per ulteriori informazioni visitare la pagina web ufficiale del corso.

Progetto GEOTHERMICA: lanciata la prima Joint Transnational Call

Pubblicato: 05/06/2017 || By RedazioneWeb  || 

Nell’ambito del Programma Europeo ERANET COFUND - GEOTHERMICA,  lo scorso aprile è stata aperta una nuova call volta a promuovere un utilizzo ed una produzione ottimale dell’energia proveniente dalla risorsa geotermica. In particolare, la call si riferisce alle seguenti tematiche:                                                                                                                                                

  • Identificazione e valutazione delle risorse geotermiche
  • Sviluppo delle risorse geotermiche (perforazione, materiali  e attrezzature)
  • Integrazione nel sistema energetico
  • Esercizio: miglioramento dei sistemi d’iniezione, ottimizzazione delle attrezzature e dei materiali, tecnologie smart per la gestione dei serbatoi.                                                                                                                                                                      

L’invito a presentare soluzioni energetiche innovative è stato presentato da Ministeri ed Agenzie di finanziamento europee tra le quali il MIUR  in risposta al bando Horizon 2020 LCE-34-2016  “Azioni congiunte per la dimostrazione e verifica di soluzioni energetiche innovative”. Proprio il MIUR ha impegnato 500.000 Euro nella forma di contributo a fondo perduto per i finanziamenti ai partecipanti italiani.                                                                                                                                                                                                                                                           

La presentazione delle proposta è articolata in 2 fasi:

  • La proposta preliminare va presentata entro il giorno 10 Luglio 2017- ore 13:00 UTC
  • La scadenza per l’invio della proposta definitiva è il 24 Novembre 2017 – ore 13:00 UTC

Per maggiori informazioni consultare la pagina del MIUR e del progetto GEOTHERMICA.

EGEC: nuovo sito web e Geothermal Market Report 2016

Pubblicato: 22/05/2017 || By RedazioneWeb  || 

Nei giorni scorsi EGEC ha caricato online il suo nuovo sito internet. E’ possibile visualizzarlo cliccando qui.

 

Insieme al nuovo sito, è stato presentato il nuovo logo dell’associazione (qui sotto) ed il documento EGEC Market Report 2016 contenente i dati relativi ai mercati geotermici europei per la produzione di energia elettrica e di calore nell'anno 2016.

 

La versione accessibile al pubblico è scaricabile qui, mentre chi fosse interessato al documento completo può rivolgersi alla segreteria.

 

Geotermia, la più costante (ma anche la più trascurata)

Pubblicato: 27/02/2017 || By RedazioneWeb  || 

 

Pubblichiamo a seguire l'articolo di Elena Papa con l'intervista all'Ing. Giancarlo Passaleva, presidente dell'UGI, pubblicato sul "Corriere-Innovazione" del 20 ottobre questo articolo che fa una disamina della geotermia in Italia, facendo lo stato dell'arte ed analizzando l'enorme potenziale inespresso di questa fondamentale e sempre disponibile risorsa rinnovabile.

Gli antichi consideravano di origine divina le acque termali, un dono prezioso e salutare delle profondità misteriose della terra. Finché i geologi diedero una spiegazione scientifica a quell'acqua calda, arricchita di benefiche virtù, che scaturiva dal sottosuolo.


Il primo tentativo di produrre elettricità dall'energia contenuta nel vapore geotermico è stato fatto a Larderello, in Toscana, nel 1904. Il successo dell'esperimento mostrò il valore industriale dell'energia geotermica. «Attualmente l'unico produttore di energia elettrica da fonte geotermica in Italia è Enel Green Power, e la Toscana è l'unica regione italiana con presenza di impianti geotermoelettrici in esercizio - racconta l'ingegner Giancarlo Passaleva, presidente dell'Ugi - con una produzione pari a circa il 2% dei consumi elettrici nazionali e di poco inferiore al 30% del fabbisogno elettrico della Toscana. Anche altri operatori hanno richiesto permessi di ricerca al fine di valutare la possibilità di realizzazione di altre centrali, tra questi Cogeme, Futuro Energia, Sorgenia Geothermal, Geothermics Italy, GeSto Italia, Magma Energy Italia, ma le difficoltà e lentezze burocratiche e amministrative, di natura amministrativo-burocratica, il rapporto con i territori e l'eseguità degli incentivi, stanno rallentando sensibilmente la concretizzazione di questi progetti.

In base al decreto ministeriale 2016, firmato dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, sono nove miliardi i nuovi fondi messi a disposizione per le energie rinnovabili diverse dal fotovoltaico. Il decreto mette a disposizione oltre 400 milioni di euro all'anno a favore dei nuovi impianti che verranno selezionati nel 2016. Gli incentivi saranno poi erogati annualmente, 435 milioni alla volta e con obiettivi differenziati, di questi solo 37 milioni saranno destinati al geotermico (all'ultimo posto rispetto le altre rinnovabili).

«La mancanza di una incentivazione appropriata è una delle ragioni principali per cui in Italia la geotermia di potenza stenta a svilupparsi - spiega l'ingegner Passaleva - infatti a differenza del fotovoltaico e dell'eolico, le risorse geotermiche di alta temperatura per la produzione di energia elettrica non sono facilmente rintracciabili e la loro individuazione richiede molto tempo ed elevati investimenti, con la perforazione di pozzi di notevole profondità (da 3 a 5 km); inoltre, anche quando la si trova, questa può rivelarsi di qualità inadatta per la messa in produzione. Eppure, se si pensa che l'energia prodotta con il geotermico, rispetto alle altre rinnovabili, ha il grande vantaggio della continuità di erogazione, 24 ore su 24 e indipendentemente dalle condizioni climatiche, si dovrebbe puntare molto di più su questa tecnologia».

Per quanto riguarda gli usi termici dell'energia geotermica, attualmente si sta verificando un grandissimo sviluppo di pompe di calore accoppiate al terreno che operano grazie a perforazioni o pozzi di minore profondità: si pensi che a Milano per la climatizzazione geotermica di ambienti si usa l'acqua di falda prelevata a meno di 5o metri. Le utilizzazioni termiche hanno il vantaggio di richiedere temperature minori rispetto a quelle necessarie per la produzione geotermoelettrica. Questo implica una diminuzione della profondità delle perforazioni, con una conseguente riduzione dei costi e una maggiore possibilità di diffusione su tutto il territorio nazionale. Esempi di grandi impianti che utilizzano il calore geotermico li troviamo nelle reti di teleriscaldamento di Ferrara, nei quartieri del Canavese e Famagosta a Milano, a Grado e naturalmente in Toscana. Uno degli impianti a pompe di calore più grandi d Europa è quello del Palazzo Lombardia a Milano, completamente climatizzato.

Dunque l'Italia ha una forte vocazione geotermica. Il suo potenziale può essere perciò valorizzato molto più di quanto si sia fatto finora. La geotermia ha grandi possibilità in quanto le sue risorse possono essere utilizzate in maniera sostenibile, rinnovabile, compatibilmente con l'ambiente ai diversi livelli di temperatura del fluido reperibile. Ma ci sono ancora molte problematiche da risolvere, come i tempi e le incongruenze della burocrazia che allontanano gli investitori italiani e stranieri; la scarsa informazione e il reperimento di fondi per potenziare la ricerca e lo sviluppo di progetti innovativi nel settore geotermico.

Elena Papa

Corriere Innovazione

 

 

IREC 2017 a Città del Messico

Pubblicato: 26/02/2017 || By RedazioneWeb  || 

Avrà luogo a Città del Messico, dall’11 al 13 settembre p.v., la prossima conferenza IREC (International Renewable Energy Conference) convocata dalla REN21 (Renewable Energy Policy Network for the 21st Century), l’organizzazione collegata all’Unep, il Programma ambiente delle Nazioni unite.

Dedicata esclusivamente al settore delle energie rinnovabili, IREC rappresenta una serie di conferenze che si tengono ogni due anni in differenti paesi del mondo (l’ultima edizione si è tenuta in Sud Africa) con l’obbiettivo di promuovere l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili coinvolgendo direttamente il governo, il settore pubblico e privato del paese ospitante.

Per maggiori informazioni consultare qui la pagina dell’evento.

Geotermia in Toscana: verso la nuova centrale Piancastagnaio 6

Pubblicato: 30/04/2017 || By RedazioneWeb  || 

E’ iniziato nei giorni scorsi il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativo al progetto di realizzazione della nuova centrale geotermoelettrica Piancastagnaio 6 (PC6) e di tutte le opere ad essa connesse.

Ubicata in località Piancastagnaio (SI), la centrale geotermoelettrica a condensazione avrà una potenza nominale di 19,8 MW e sarà dotata di un impianto di abbattimento (AMIS) per la riduzione delle emissioni di idrogeno solforato e di mercurio.

Secondo le stime di Enel Green Power la centrale avrà una produzione di energia elettrica pari a 150 GWhe/anno e consentirà una riduzione delle emissioni di anidride carbonica variabile tra le 17000 e le 65000 tonnellate all’anno (a seconda del combustibile utilizzato nella produzione dello stesso quantitativo di energia).

Il progetto PC6 si sviluppa all’interno della concessione di coltivazione denominata “Piancastagnaio” che consiste in circa 48 Kmq suddivisi tra i territori dei Comuni di Piancastagnaio, Abbadia San Salvatore, San Casciano dei Bagni e Radicofani.

 

Fonte: http://www.distrettoenergierinnovabili.it

Cerro Pabellón, la prima centrale geotermica del Sud America

Pubblicato: 19/04/2017 || By RedazioneWeb  || 

E’ stata realizzata in Cile la centrale geotermica Cerro Pabellón, la prima di tutto il Sud America. La centrale, costituita da due unità da 24 MW, è stata costruita a 4500 metri sopra il livello del mare, nel deserto di Atacama, costituendo la prima del suo genere ad essere collocata a tale altitudine.

 

L’impianto, realizzato da EGPC – Enel Green Power Chile Ldta (controllata dal gruppo Enel) ed ENAP – Empresa Nacional de Petróleo, sarà in grado di produrre 340 GWh l’anno, pari al consumo di 165 mila famiglie cilene, evitando l’immissione in atmosfera di 166 mila tonnellate di CO2.

 

L’esperienza italiana nel settore è stata di fondamentale importanza per la realizzazione dell’impianto , infatti è numeroso il team italiano di Enel Green Power che ha di fatto condotto il progetto.

 

Per maggiori informazioni cliccare qui.

 

Monitoraggio delle aree geotermiche toscane (Anno 2015)

Pubblicato: 10/04/2017 || By RedazioneWeb  || 

E’ stato pubblicato da ARPAT il volume “Monitoraggio delle aree geotermiche toscane” (scaricabile qui) che riporta i risultati dell’attività di controllo alle emissioni delle centrali geotermoelettriche, svolta dalla stessa ARPAT – Settore Geotermia nell’anno 2015, con la finalità principale di verificare il rispetto dei valori limite di emissione stabiliti dalla normativa regionale vigente, di fatto più restrittiva della normativa nazionale.  

Rapporto GSE 2016 – Incentivi e produzione di energia

Pubblicato: 01/04/2017 || By RedazioneWeb  || 

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha pubblicato il Rapporto attività 2016 in cui viene analizzata nel dettaglio la produzione di energia da fonti rinnovabili, compresi i suoi effetti economici e sociali.

 

Il rapporto evidenzia che nel 2016 i costi sostenuti dal GSE per l’incentivazione delle fonti rinnovabili su tutto il territorio italiano ammontano complessivamente a circa 15,9 miliardi di euro, dei quali 216 milioni di euro destinati alla fonte geotermica. Grazie a tali incentivi, destinati a circa 700 mila impianti, nell’anno trascorso è stato possibile coprire il 17,6% dei consumi finali lordi nazionali di energia (ed il 32,9% di energia elettrica) attraverso fonti rinnovabili.

 

Per quanto riguarda la produzione lorda di energia elettrica da geotermia invece si è passati dai 5.376 GWh del 2010 ai 6.207 GWh (su 105.773 totali FER) del 2016.   

 

Le ricadute economiche date dagli investimenti per le operazioni di gestione e manutenzione degli impianti geotermici di produzione di energia elettrica esistenti ammontano a 53 milioni di euro mentre la stima del valore aggiunto generato dagli stessi investimenti  è di 40 milioni di euro. Gli occupati diretti e indiretti riconducibili ai medesimi investimenti risultano essere 697.

PROGETTO GEOTHERMICA: 32 milioni di euro per lo sviluppo della geotermia in Europa

Pubblicato: 07/03/2017 || By RedazioneWeb  || 

Durante l'ultima edizione del GeoTHERM, congresso internazionale dedicato allo sviluppo ed agli impieghi della geotermia, è stato presentato GEOTHERMICA, un progetto europeo coordinato dall'Islanda e finanziato dall'Unione Europea e da 13 stati membri, tra cui l'Italia, allo scopo di accelerare la diffusione dell'energia geotermica in Europa.

 

GEOTHERMICA aprirà una call ad aprile per selezionare progetti geotermici innovativi, mettendo a disposizione un budget di oltre 32 milioni di euro, indirizzabili sia verso la grande industria sia verso progetti di sviluppo tecnologico proposti da realtà più piccole.

 

Per maggiori informazioni sul progetto GEOTHERMICA consultare la brochure in formato pdf o il sito web del progetto.

Il progetto GRETA compie un anno e presenta i suoi primi risultati

Pubblicato: 22/01/2017 || By RedazioneWeb  || 

Uno dei principali obbiettivi della Convenzione delle Alpi e della strategia EUSALP è quello di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili nell’area alpina: una sfida molto importante, viste le problematiche di qualità dell’aria presenti in particolare nella Pianura Padana e considerato il particolare impatto del riscaldamento globale sull’ambiente alpino e sull’economia locale.

Il progetto GRETA (near-surface Geothermal REsources in the Territory of the Alpine space), condotto dalla Technische Universitat Muenchen (TUM), punta a far crescere l’utilizzo della geotermia a bassa entalpia nell’area alpina, agendo su alcuni fattori che attualmente limitano la diffusione di questa tecnologia: la scarsa conoscenza tra la popolazione ma anche tra tecnici e decisori politici, la forte frammentazione del quadro legislativo che la regola e la poca considerazione di questa tecnologia negli strumenti di pianificazione energetica.

Il progetto, finanziato dal programma europeo INTERREG – Alpine Space, è partito a dicembre 2015 e durerà 3 anni. Sono coinvolti 12 partner da 6 Paesi (Austria, Slovenia, Svizzera e le regioni alpine di Francia, Germania e Italia): tra questi, i 4 partner italiani sono il Politecnico di Torino, l’ARPA Valle d’Aosta, la Regione Lombardia e il centro di ricerca EURAC di Bolzano.

Il progetto prevede una forte interazione con gli stakeholders pubblici e privati (aziende, amministrazioni locali, Enti e agenzie pubbliche), che nel primo anno si sono confrontati con i partner del progetto in 12 incontri pubblici e 2 questionari online.

Tra gli obiettivi raggiunti vi è la definizione di una metodologia per la mappatura su larga scala, basata su criteri di fattibilità tecnica, ambientale e legale, per informare la popolazione sulle aree più adatte all’utilizzo della geotermia a bassa entalpia. I dati sono stati raccolti su scala nazionale e verranno implementati sotto forma di Web GIS.

A dicembre 2016 sono stati pubblicati inoltre 3 documenti di progetto:

L’analisi comparativa delle diverse legislazioni sulla geotermia a bassa entalpia vigenti nello Spazio Alpino ha evidenziato ampie differenze territoriali tra i regolamenti riguardanti lo sfruttamento della risorsa geotermica: mentre in Francia la legislazione è nazionale, in diversi paesi le leggi regionali e nazionali risultano spesso in conflitto tra loro.

Il catalogo degli esempi di buone pratiche nel settore dimostra le potenzialità di utilizzo delle diverse tecnologie geotermiche. Da questi esempi è stata tratta una linea guida sui tipi di installazione geotermica più adatte a ciascun utilizzo e alle diverse zone climatiche.

Infine, sono state selezionate 3 aree pilota per un’analisi approfondita: Cerkno (Slovenia), Oberallgäu (Germania) e la Valle D’Aosta (Italia). In queste aree verranno difatti sviluppate ed implementate apposite metodologie per l’integrazione della geotermia a bassa entalpia nei piani energetici locali e regionali.

I risultati del progetto sono consultabili e scaricabili dal sito http://www.alpine-space.eu/projects/greta